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Da un post su Instagram alla nazionale di Calcio a 7 CP: l’invito di Alessio ai calciatori con Paralisi Cerebrale

Da un post su Instagram alla nazionale di Calcio a 7 CP: l’invito di Alessio ai calciatori con Paralisi Cerebrale

foto di un giovane che gioca a calcio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa testimonianza di Alessio:

 

‘Ciao, sono Alessio Pusterla, sono un ragazzo di 16 anni e da dicembre del 2022 sono il portiere della nazionale di calcio a 7 per ragazzi con cerebrolesione. Ho conosciuto questo mondo grazie a un post di FightTheStroke pubblicato su Instagram in cui si cercavano ragazzi da aggiungere a questa realtà nata abbastanza recentemente, nel 2013. Sono nato con un'emiparesi al lato sinistro ma nonostante questo non ho mai smesso di coltivare la mia più grande passione: giocare a calcio e da quando ho conosciuto questo nuovo mondo posso farlo mettendomi a confronto alla pari con ragazzi con la mia stessa condizione. Inizialmente, mosso da un pregiudizio legato al fatto che purtroppo questa realtà è ancora poco conosciuta, pensavo di andare a giocare insieme a persone che si approcciavano per la prima volta al calcio. In realtà mi sbagliavo alla grande. Mi sono trovato di fronte a ragazzi che sapevano giocare a calcio…eccome se sapevano giocare!!! Oltre ad aprirmi la mente sullo sport paralimpico, questa grande famiglia mi ha fatto capire che la disabilità non deve essere vista come un qualcosa in meno ma può rappresentare anche un’opportunità. Grazie ai miei compagni e allo staff che mi hanno accolto e supportato fin dal primo giorno, sono cresciuto molto sia a livello sportivo che umano, fino ad arrivare all'Europeo tenutosi a giugno dello scorso anno in Sardegna. Purtroppo, a livello di risultati il torneo non è andato nel migliore dei modi, ma l'esperienza ci ha fatto capire che c'è ancora molto da lavorare per arrivare al livello di squadre top in classifica, come l'Ucraina, l'Inghilterra o la Spagna. Essendo una nazionale e quindi con atleti da tutta Italia, i raduni di squadra sono limitati a 3 o 4 all'anno e si tengono solitamente a Camposampiero in provincia di Padova. Io per quest'anno mi sono allenato con la società Penta Piateda ed è grazie anche a loro se sono riuscito ad essere pronto per il mondiale, che si è tenuto quest'anno a Salou, in Spagna, e in cui abbiamo conquistato il 4° posto mondiale. Il nostro obiettivo è quello di fare crescere il movimento di calcio a 7 CP ed arrivare se possibile un giorno a creare un vero e proprio campionato, che ad oggi purtroppo non esiste. Se siete ragazzi come me, appassionati di calcio e state leggendo questo messaggio, non abbiate paura a mettervi in gioco: vi assicuro che conoscerete un mondo fantastico con il quale tutti insieme si può ambire a grandi traguardi. Vi aspettiamo a braccia aperte!’.

 

Il calcio a 7 per atleti con cerebrolesioni ha regole simili al gioco del calcio per persone senza disabilità, differisce principalmente perché si gioca in 7 e su un campo con dimensioni ridotte. Si tratta di una disciplina introdotta nei giochi paralimpici dal 1984 e riconosciuta in Italia dalla Fispes nel 2013.

Se avete più di 16 anni e una disabilità di Paralisi Cerebrale (monoplegia, emiplegia, diplegia, atassia, atetosi, discinesia, distonia - atleti deambulanti) potete contattarci per avere maggiori informazioni.

Per ora in Italia esiste solo la nazionale maschile, ma raccogliamo adesioni anche per possibili iniziative per una squadra femminile di Calcio a 5 CP e per squadre miste per l’allenamento dei più piccoli. Scrivete alla Fondazione FightTheStroke dal modulo dei contatti sul sito, se volete essere messi in contatto con queste realtà: la prossima storia da raccontare di sport paralimpici potrebbe essere la vostra!

 

Milano, 8 Maggio 2024

Tecnologia che include o esclude: e tu cosa ne pensi?

Fatica, stress, stanchezza, irritabilità ma anche partecipazione, inclusione, relazioni, abilitazione: chi l’ha detto che la tecnologia deve sempre essere descritta in termini negativi e non può essere invece considerata come elemento di un contesto che può abilitare o disabilitare?

 

Siamo un gruppo di ricercatori, associazioni, famiglie che sta raccogliendo i bisogni dei ragazzi e delle ragazze, dai 6 ai 18 anni, relativamente all’utilizzo della tecnologia come leva per l’inclusione, la socialità, la partecipazione: se sei un genitore o un caregiver di un ragazzo/a in questa fascia d’età e insieme vi sentite rappresentati da questa descrizione, aiutateci a rispondere e a diffondere un breve questionario per far sentire la vostra voce!

 

CLICCA QUI PER IL QUESTIONARIO ANONIMO compilabile entro il 3/3/2024

https://docs.google.com/forms/d/1kXemWd2rqIgq5jERVGjESYKFjYi5PyqQnBZ47JYxypA/viewform?edit_requested=true

 

 

PS: anche Elmo si è chiesto come stiamo in questi giorni, ogni tanto fa bene fare il punto della situazione tra amici :-)

 

Se pensi di essere in una condizione di vulnerabilità e di aver bisogno di un sostegno ora, non esitare a chiedere un colloquio gratuito con la nostra psicologa, qui: https://www.ftssrl.eu/psicologa.

 

Milano, 26 Febbraio 2024

Matteo e lo sport adattato per cavarsela anche da soli

Ancora una testimonianza all’insegna degli adaptive sports, quella dell’atleta paralimpico Matteo Betti.

MatteoBetti-b.jpg



Sono Matteo, un atleta della nazionale paralimpica di scherma, atleta con una emiparesi destra.  Ho partecipato a tre paralimpiadi e ad agosto parteciperò alle Paralimpiadi di Tokyo. 

Vivo nella provincia di Siena, in attesa di tornare presto a Siena. Per i miei allenamenti passo molto tempo in altre città come Pisa e Roma.

Il mio sport preferito è naturalmente la scherma. Ma mi piace anche molto sciare, e qualsiasi attività che tenga in attività mente e corpo.

All’inizio per me è stato molto naturale intraprendere una carriera nell’ambito dello sport adattato, già facevo sport da molti anni.

Praticare sport in maniera costante e continuativa mi ha permesso e mi permette sia di recuperare al massimo la mia capacità funzionale residua, che di mantenerla e perché no, provare ogni giorno a oltrepassare di un piccolo passo i miei limiti fisici. Fare sport significa inoltre stare in gruppo ed imparare a conoscere le dinamiche di gruppo, vivendo da soli le proprie situazioni e imparare a risolvere i problemi senza l'aiuto dei genitori, ma con quello dei propri compagni.

Vi consiglio di provare a fare delle attività motorie adattate alla Palestra dei fighters perchè è una grandissima opportunità per imparare a vivere la propria esperienza di vita, attraverso l'attività motoria, assieme a persone altamente qualificate che ci possono aiutare ed accompagnare in un percorso in cui lo sport potrà avere un’importanza sempre più crescente.

Ti aspettiamo alla Palestra dei fighters per una lezione di prova gratuita insieme alle nostre personal trainers!

I benefici della terapia occupazionale, anche online

La testimonianza di oggi è a cura dell’AITO, l’Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali, che ci raccontano l’utilità di questa professione all’interno dell’equipe che segue la persona con disabilità. 

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COS’E’ LA TERAPIA OCCUPAZIONALE E CENNI STORICI

Il terapista occupazionale è l'operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, opera nell'ambito della prevenzione, cura e riabilitazione sia dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici, psichici sia delle persone con disabilità temporanee e permanenti, utilizzando attività espressive, manuali-rappresentative, ludiche, della vita quotidiana (D.M. n°136 del 1997). Un terapista occupazionale lavora con te, con il tuo familiare e/o con un team di professionisti per identificare e affrontare i problemi che potresti avere con le attività quotidiana sviluppando le abilità nel coinvolgimento delle occupazioni che vuoi fare, devi fare o ci si aspetta che tu faccia, adattando l’occupazione o modificando l’ambiente per meglio incrementare la partecipazione.

L’occupazione è intesa come attività di vita quotidiana nelle quali le persone sono coinvolte, attività che sono collegate alle tre principali sfere della vita:

-          Cura di sé: attività che una persona svolge per la propria cura personale come mangiare, vestirsi, curare l’igiene e gli spostamenti;

-          Produttività: comprende le attività che sono legate al ruolo sociale e/o economico della persona come il lavoro, lo studio, la scuola, le attività domestiche, e, per i più piccoli, il gioco;

-          Tempo libero: riguarda quelle occupazioni che sono intraprese per il piacere della persona legate pertanto agli hobby, allo sport, alle uscite, ai viaggi, alla socializzazione.

La nascita ufficiale della Terapia Occupazionale viene sancita nel 1917 negli Stati Uniti d’America, con lo scopo di favorire il reintegro sociale e l’autonomia nei reduci della Prima Guerra Mondiale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si diffonde in quasi tutta Europa e in particolare in Gran Bretagna, nella penisola Scandinava e nell’Europa Centrale. Inizia a svilupparsi in Italia invece solo negli anni ’60, attraverso terapisti che si formano negli Stati Uniti, e che promuovono la pratica clinica sul nostro territorio. Nel 1997 la terapia occupazionale viene riconosciuta dalla normativa (G.U. 24/05/1997) e ne viene ufficializzato il profilo professionale. 

IL BENEFICIO DELLA TERAPIA OCCUPAZIONALE PER LE PERSONE CON DISABILITA’, IN ETA’ PEDIATRICA E DI ACCOMPAGNAMENTO VERSO L’ETA’ ADULTA

Il terapista occupazione che si occupa di età evolutiva ha il delicato compito di accompagnare il bambino nello sviluppo delle competenze necessarie a sviluppare le autonomie personali, del gioco e di relazione, facilitando il suo percorso di crescita. Il terapista, in accordo con il team multidisciplinare e la famiglia, sulla base della valutazione delle performance occupazionali basate sull’evidenza scientifica, agisce sul contesto ambientale, sulla persona o sull’occupazione al fine di permettere al bambino di raggiungere il proprio obiettivo. 

L’intervento del Terapista Occupazionale mira a raggiungere obiettivi di autonomia attraverso strategie d’intervento mirato all’acquisizione di nuove competenze, di strategie adattive o modifiche dell’ambiente fisico o sociale all’interno del quale il bambino vive la propria quotidianità, attraverso una pratica basata sull’occupazione. 

Gli obiettivi del percorso riabilitativo in terapia occupazionale sono sempre condivisi e supportati con la famiglia e i caregivers, che sono i principali attori della vita di tutti i giorni del bambino. 

Alcuni degli obiettivi su cui il Terapista Occupazionale può lavorare sono:

-          Migliorare o sviluppare le competenze rispetto alle attività di cura di sé

-          Migliorare e sviluppare le competenze in ambito ludico e di relazione tra pari

-          Proporre delle modifiche ambientali al fine di promuovere la partecipazione e l’integrazione del bambino nei principali contesti di vita

-          Valutare e individuare ausili per la postura che favoriscano la partecipazione nelle attività di vita quotidiana, in ambito scolastico e che favoriscano la relazione con il prossimo e l’inclusione sociale

-          Favorire lo sviluppo di competenze fino motorie volte al miglioramento delle performance occupazionali in ambito di vita domestica, scolastica e ludica

-          Fornire strategie alla famiglia al fine migliorare la gestione del carico assistenziale e supportare le competenze del bambino.

LE ESPERIENZE DI SUCCESSO ALL’ESTERO E L’IMPORTANZA DELL’EVIDENCE-BASED MEDICINE

Il terapista occupazionale fonda la propria pratica riabilitativa sulle evidenze scientifiche reperibili in letteratura. All’estero sono molteplici gli studi e le revisioni sistematiche di letteratura che dimostrano l’importanza del percorso in terapia occupazionale al fine garantire la partecipazione alle attività di vita quotidiana, di socializzazione e inclusione nei vari ambienti di vita e creare opportunità di autonomia. 

Sul motore di ricerca Pubmed, la combinazione di “occupational therapy” e “cerebral palsy” mostra più di mille articoli correlati, frutto di una sempre maggiore espansione sulla ricerca in questo campo e una maggiore evidenza dell’efficacia del trattamento.

La storia della professione è ricca di esempi brillanti (A.Jean Ayres, Gary Wayne Kielhofner, Helene Polatayko, Dido Green, Anne Fisher, Iona Novak solo per nominarne alcuni) che hanno aperto la strada a trattamenti riabilitativi centrati sul paziente e basati sull’occupazione, permettendo la creazione di strumenti riabilitativi e valutativi sui quali il professionista può basare il ragionamento clinico, per focalizzare al meglio e in condivisione con la famiglia l’obiettivo occupazionale da raggiungere. 

 

Di seguito alcune referenze scientifiche su Terapia Occupazionale e disabilità:

·      Effectiveness of paediatric occupational therapy for children with disabilities: A systematic review

Iona Novak and Ingrid Honan

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/1440-1630.12573

·      https://www.cerebralpalsyguide.com/treatment/occupational-therapy/

·      Occupational Therapy Home Programs for Cerebral Palsy: Double-Blind, Randomized, Controlled Trial

Iona Novak, Anne Cusick and Natasha Lannin

https://doi.org/10.1542/peds.2009-0288

·      Occupational therapy for children with cerebral palsy: a systematic review

Esther MJ Steultjens, Joost Dekker, Lex M Bouter 

https://doi.org/10.1191/0269215504cr697oa

·      Recognition of occupational therapy exercises and detection of compensation mistakes for Cerebral Palsy

Mehmet FarukOngun, UğurGüdükbay, SelimAksoy

https://doi.org/10.1016/j.jvcir.2020.102970

·      Home programmes based on evidence of best practice for children with unilateral cerebral palsy: Occupational therapists’ perceptions

Yvonne M Milton, Sarah A Roe, Katie V Newby

https://doi.org/10.1177/0308022619898073

 

LA TERAPIA OCCUPAZIONALE ONLINE, UN AIUTO IN PIU’

Per i genitori e per i familiari di bambini e persone con disabilità è, talvolta, molto difficile rendere efficace, nel contesto quotidiano, la sempre pur valida indicazione: “è importante che impari a fare da solo”. Ma come declinare questa frase, in un contesto che non è quello di terapia, ma di casa? Come poter avere indicazioni giuste su quando “lasciar fare” e quando invece è giusto aiutare?

Un consulto online del terapista occupazionale può aiutare i genitori e i familiari ad interloquire con un “esperto della vita quotidiana” che può guidarli con consigli e strategie mirate, a risolvere piccoli e grandi difficoltà nello svolgimento delle occupazioni, proponendo nuovi modi di fare l’attività, adottando strategie diverse o consigliando, quando necessario, piccole modifiche dell’ambiente per renderlo accessibile ed elemento a sostegno della partecipazione e dell’autonomia della persona. Inoltre, grazie alla sua conoscenza approfondita degli ausili di vita quotidiana, il terapista occupazionale è in grado di proporre piccoli oggetti o soluzioni, che possano aiutare i bambini o le persone con disabilità a raggiungere la massima autonomia possibile, migliorando la partecipazione, la qualità di vita e proponendo soluzioni per facilitare la gestione del paziente al caregiver, alleviando così il carico assistenziale. Questo professionista può rendere “riabilitative” piccole attività quotidiane e aiutare i familiari del bambino e della persona con disabilità a ricevere consigli sul “fare la cosa giusta al momento giusto” e condurli nel lungo percorso dell’autonomia e indipendenza.

Prova ora una lezione gratis con la nostra terapista occupazionale Daniela!

Francesca e lo sport contro il bullismo

Prosegue il nostro viaggio per conoscere meglio i vantaggi delle lezioni online anche e soprattutto per le persone con disabilità: oggi l’atleta Francesca Cipelli ci racconta la sua esperienza con lo sport adattato.

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Sono Francesca, ho 24 anni, ho avuto un trauma cranico a 10 anni e ho dovuto adattarmi a fare tutto con la parte sinistra del mio corpo (emiparesi destra), ma anche al pregiudizio, al bullismo e alle persone che mi discriminavano solo perché diversa. A 16 anni faccio la mia prima gara di para atletica e mi innamoro dello sport ma soprattutto del contesto, che mirava alle potenzialità invece che ai limiti di ognuno; dopo due europei e un mondiale assoluto ora mi sto preparando per il sogno, Tokyo2021, per il quale sono già qualificata. Nel contempo mi sono laureata 6 mesi fa come Educatore Sociale, con una tesi riguardante il mondo paralimpico e la diversità ed ora sto facendo la magistrale in Media Education, l’unica in Italia. 

Nel frattempo ho anche aperto un canale YouTube, in cui racconto degli episodi particolari della mia vita, con l’obiettivo di far capire che la diversità di ognuno va mostrata perché unica, irripetibile e pertanto valore aggiunto alla nostra società. Vivo in provincia di Venezia e il mio sport preferito è la para-atletica.

All’inizio, 10 anni fa, sebbene conoscessi già le Paralimpiadi, non credevo che gli sport paralimpici fossero così accessibili. Volevo solo muovermi e conoscere altra gente. Sono stata convinta dopo un anno di attività dalla mia competitività innata; ma solo alla prima gara, ai campionati italiani, capii che si trattava di molto di più.

I benefici dell'attività motoria riguardano tutti gli aspetti della persona, da quelli fisico-psichico-cognitivi ma anche quelli socio-relazionali. Io in particolare, provenendo da un contesto fortemente discriminatorio e con esperienze di bullismo, ho trovato nello sport paralimpico non solo una valvola di sfogo, ma anche un modo per dimostrare agli altri che anche io valgo: questo ambiente mi motiva sempre a superare i miei limiti.

Consiglierei di rivolgersi alla Palestra dei fighters in quanto ambiente accogliente per persone con disabilità, con istruttori e formatori preparati ad elaborare un piano per ogni esigenza.

Vuoi sperimentare subito i benefici dello sport? Prova una lezione gratuita qui

Elena e la musica che sviluppa entrambi gli emisferi

Il racconto di oggi ci parla di Musica, grazie alle parole di un’affermata musicista come Elena Gorna.

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Mi chiamo Elena Gorna e sono un’arpista, ho studiato nel Conservatorio della mia città e mi sono perfezionata con diversi insegnanti all’estero e in Italia.

Da sempre vivo nella musica e di musica, visto che anche i miei genitori lavoravano in questo ambiente. 

Negli anni ho alternato le esperienze orchestrali, cameristiche e solistiche con il mio strumento suonando con le maggiori orchestre italiane liriche e sinfoniche, e collaborando con gli artisti più diversi che mi hanno arricchita umanamente e professionalmente.

Mi sono laureata più tardi anche in didattica della musica con una tesi su “Musica e autismo”.

Da qualche anno insegno anche in Conservatorio e metto a disposizione dei ragazzi che seguo nel percorso accademico la mia professionalità.

Il mio strumento musicale preferito è l’arpa sicuramente, ma è difficile sceglierne un secondo. Tutta la tavolozza dell’orchestra sinfonica ha la magia del suo timbro peculiare in ogni sezione e, a seconda del repertorio suonato, può emergere un colore piuttosto che un altro.

Apprezzo tutta la musica ben suonata e cantata anche se la musica classica fa parte del mio patrimonio uditivo dalla nascita.

Per me è stato abbastanza naturale intraprendere un percorso musicale, avendo in casa genitori musicisti di professione, ma non è stato scontato scoprire poi la mia motivazione e passione personale.

Penso che in qualche modo la musica sia sempre stata, più o meno consciamente, un baricentro al quale tornare nella mia vita in qualsiasi situazione, anche difficile, io mi trovassi: è il linguaggio più profondo e più completo per esprimere le emozioni e l’architettura più solida che ho imparato a conoscere.

Ascolto musica non come sottofondo ma sempre attivamente e con curiosità per scoprire nuovi repertori e nuovi esecutori.

Penso che avvicinare i bambini e i ragazzi alla musica coinvolgendoli in maniera attiva, sia un enorme dono che si possa fare loro.

Per la mia esperienza didattica a qualsiasi livello, diventa una chiave in più di lettura del mondo e un gioco meraviglioso con le sue regole speciali.

Dal punto di vista delle neuroscienze poi sappiamo bene ormai, perché confermato da numerosissimi studi internazionali, come la musica sia una delle rare attività complete al fine di sviluppare entrambi gli emisferi cerebrali.

Sul valore terapeutico dell’ascolto non devo aggiungere nulla credo, visto che ci cura da migliaia di anni. La scienza ha dato solo la conferma ufficiale di quello che tutte le popolazioni del mondo, a diverse latitudini, hanno sempre sperimentato nella loro vita sociale. Quindi…buone lezioni di musica a tutti!

Vuoi sperimentare anche tu i benefici della musica per te o per una persona cara? Prenota ora una lezione gratuita con la nostra musicoterapeuta Maria Luisa!

Azzurra e la fisioterapia online con Elisabeth

L’appuntamento di oggi alla scoperta della Palestra dei fighters è con il racconto di una bimba molto piccola, Azzurra, e la sua mamma.

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Mi chiamo Elisabetta e sono la mamma di Azzurra, una bimba di 18 mesi con diagnosi di emiparesi destra a seguito di ictus, presumibilmente perinatale.

Abbiamo scelto di fare lezioni online perchè crediamo sia assolutamente importante il lavoro dei vari terapisti che ruotano intorno ad i nostri bimbi, ma riteniamo sia fondamentale anche il percorso poi fatto a casa da noi genitori quotidianamente. 

E' stata proprio la possibilità di essere seguiti da una terapista esperta e di poter agire ed interagire in prima persona, nell’ambiente più famigliare possibile per nostra figlia, ad averci spinti a provare la “Palestra dei Fighters”. Non di meno, il poter fare sessioni di fisioterapia online ha consentito il coinvolgimento anche dei nonni nelle varie attività di gioco e abilitazione.

Viviamo a Genova e abbiamo la fortuna di poter essere agevolmente seguiti dal “Centro Stroke” del Gaslini.

Possiamo dire che oggi non potremmo più nemmeno pensare di non avere Elisabeth nelle nostre vite. La sensibilità e l'amore che trasmette per i bimbi che segue, la sua professionalità e l’empatia l’hanno resa per noi una figura di riferimento.

Elisabeth sta incoraggiando Azzurra a scoprire sempre di più il suo corpo e sta insegnando alla mamma come accompagnarla al meglio in queste sue nuove scoperte. In poco tempo è diventata la prima persona che aggiorniamo quando nostra figlia fa un piccolo o grande progresso! 

Le attività che Azzurra preferisce sono quelle neuro-sensoriali e adora le sessioni in cui impara a svolgere in autonomia varie attività quotidiane come vestirsi da sola, o spalmarsi la crema idratante. 

Quello che ci ha fatto soffrire, specialmente in questo terribile anno di pandemia, è stato l'estremo senso di solitudine che abbiamo provato. Dal giorno alla notte abbiamo ricevuto una diagnosi spiazzante e siamo stati catapultati nel nostro nuovo ruolo di genitori-terapisti senza esserne pronti emotivamente e senza aver alcun tipo di competenza professionale. Pian piano siamo riusciti a creare una rete di persone meravigliose che sono ormai parte integrante della nostra “nuova” famiglia. Questo risultato è stato possibile anche attraverso la “Palestra dei Fighters” e all’esperienza delle sue terapiste: è grazie a loro che abbiamo capito che si può davvero “lottare e sorridere"!

Vuoi conoscere meglio la fisioterapista Elisabeth? Prenota una lezione di prova gratuita direttamente qui.

Rossana e il perché lo sport è vita, per tutti

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della Palestra dei fighters con la testimonianza di un’atleta paralimpica, Rossana Pasquino.

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Mi chiamo Rossana Pasquino, sono una ragazza paraplegica dall'età di 9 anni, professore Associato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e atleta paralimpica della Federazione Italiana Scherma, sciabolatrice e spadista. 

Vivo a Napoli, anche se ho vissuto a Benevento fino a 18 anni e ho ancora lì tutta la mia famiglia.

Amo la scherma, sia il gesto tecnico, che tutta la preparazione atletica e mentale intorno a questa pratica sportiva.

Ho cominciato a praticare questa disciplina abbastanza tardi, vivevo in carrozzina ormai da molti anni, mi ero abituata all'idea di doverci convivere e la possibilità di fare sport in carrozzina aggiungeva bellezza a questa condizione fisica, ormai non più temporanea.

E così ho trovato tanti benefici nel praticare attività motoria, dal recupero della mia consapevolezza di corpo, a benefici fisici concreti che hanno portato ad un miglioramento della mia vita quotidiana. In aggiunta a questi, l'idea di squadra, una nuova famiglia, un incremento della mia socialità.

Consiglio di prenotare una lezione online alla Palestra dei fighters perché lo sport è vita, fa bene all'umore e tentar non nuoce!

PS: la prima lezione è anche gratuita, scegli qui la tua personal trainer preferita tra sport adattati, para-taekwondo o danza!

Hajar e le lezioni di sport adattato online con Andrea

Iniziamo con la testimonianza di una mamma, che ci ha seguito in quest’avventura fin dalle prime lezioni.

Mi chiamo Nadia e sono la mamma di Hajar, ha una disabilità motoria, una emiparesi sinistra dalla nascita. Ha 6 anni e frequenta la prima elementare.

Abbiamo scelto di fare lezioni online alla Palestra dei fighters un pò per curiosità e un pò perchè in questo periodo di lockdown prolungato gli sport che Hajar frequentava erano stati sospesi. Dopo le lezioni di prova abbiamo deciso di continuare perchè l'attività online integra alla grande le ore di fisioterapia che ci sono state dimezzate e gli obiettivi che ci siamo prefissati con l’istruttrice Andrea sono stati, a mio stupore, pienamente raggiunti nonostante la distanza.

Insieme ad Andrea, Hajar adora il "gioca a jouer dell'atletica", fare esercizi con la palla e danza, la sua grande passione.

Noi abitiamo a Pizzighettone, un paesino in provincia di Cremona, e probabilmente sul territorio non avremmo trovato una palestra assortita con tutte queste discipline adattate.

La personal trainer Andrea è una ragazza che lavora sempre con il sorriso, molto disponibile e attenta alle nostre esigenze. Ha da subito capito i punti forti e quelli deboli di Hajar e ad ogni lezione cerca di proporle attività e giochi che catturino l'attenzione di mia figlia.

Straconsiglio a tutti di provare la Palestra dei fighters! Inizialmente ero molto scettica anch’io e non pensavo minimamente che la riabilitazione di un bambino con disabilità motorie si potesse fare a distanza, attraverso uno schermo. Ad oggi abbiamo ottenuto dei risultati che in 5 anni di fisioterapia costante Hajar non aveva ancora raggiunto. Un esempio: la completa estensione del braccio plegico, riuscire ad inchinarsi in modo corretto senza perdere l'equilibrio, fare degli esercizi molto impegnativi in sequenza…e tutto questo nonostante Hajar non sia particolarmente portata per lo sport 

Prova anche tu oggi una lezione di sport adattato con Andrea, direttamente da qui.

Non hai ancora provato le lezioni online alla Palestra dei Fighters?

Non hai ancora provato le lezioni online alla Palestra dei Fighters?

Abbiamo lanciato la nostra Palestra dei fighters da poche settimane e l’accoglienza è stata inaspettata: oltre 100 lezioni già erogate e l’indicatore che ci piace di più è che, chi prova la prima lezione gratuitamente, al 90% riacquista una seconda lezione o un pacchetto di lezioni.

Vi racconteremo perciò in queste settimane le testimonianze di genitori, atleti, professionisti delle discipline paralimpiche, ricercatori di società scientifiche, musicisti, danzatrici, istruttori e terapisti sul perché è importante avere dei servizi dedicati anche online alle persone con disabilità di ogni età.

Iniziamo con la testimonianza di una mamma, che ci ha seguito in quest’avventura fin dalle prime lezioni.

Al via il canale di allenamento online la 'Palestra dei fighters': istruttori specializzati per la disabilità, sempre al tuo fianco.

Al via il canale di allenamento online la 'Palestra dei fighters':  istruttori specializzati per la disabilità, sempre al tuo fianco.

Milano, 1 Aprile 2020 – Se c’è un’eredità buona lasciata dall’emergenza covid-19 è stata l’esplosione prevedibile delle lezioni di ‘digital fitness’ e la maggiore consapevolezza del mantenimento della salute fisica e mentale. E così la pandemia ha accelerato l'adozione di un modello ibrido di servizi online/di persona trainati dai casi di successo americani, come Peloton e Mirror, che è probabile che rimanga anche ad emergenza conclusa: si stima infatti che la prossima normalità per il settore dello sport sarà definita da fattori come l’e-commerce, l'aumento della domanda di prodotti sostenibili e della partecipazione a una fruizione individuale dell’esercizio fisico.