Sono Francesca Fedeli, presidente di FightTheStrok e fondatrice di Mirrorable.

Ci occupiamo di disabilità di tipo motorio, un problema che impatta diverse

fasce della popolazione a partire dalla popolazione anziana, quindi over 65, che

per il 50 per cento è afflitto da disabilità di tipo motorio e da multi cronicità.

Non molte persone sanno che la fase in cui il nostro cervello è più vulnerabile

è quando siamo nella pancia della nostra mamma.

Circa 17 milioni di bambini in tutto il mondo hanno avuto una diagnosi

di Paralisi Cerebrale Infantile (PCI).

Una problematica che è intervenuta con una lesione importante al loro sistema

nervoso centrale e che può dar loro delle disabilità di tipo motorio, cognitivo o comportamentale.

A partire dal 2011 noi abbiamo cominciato ad occuparci di bambini che avevano sviluppato delle

lesioni al cervello alla nascita o in età pediatrica, e lo abbiamo fatto proprio grazie a Mario.

Alla nascita ha ricevuto una diagnosi di ictus perinatale, quindi un tipo di

malattia che noi pensavamo essere associata soprattutto all'età adulta.

Siamo partiti dallo studiare il cervello di questi 17 milioni di bambini

impattati dalla diagnosi di paralisi cerebrale infantile e dai 15 milioni di

bambini nati pre-termine, e quindi ad alto rischio di sviluppare in futuro delle

disabilità di tipo motorio.

Fin dall'inizio ci siamo accorti che i bambini che avevano subito una grave lesione

al cervello alla nascita o in età pediatrica erano un po stati dimenticati sia dalla

ricerca scientifica che dal sistema di cura sul territorio.

Infatti oggi questi bambini riescono ad avere come tipo di riabilitazione

garantita dallo stato, un paio d'ore a settimana per quanto riguarda la riabilitazione

soprattutto motoria.

Si tende a lavorare sull'area impattata quindi sul limitare il danno piuttosto

che a intervenire sul potenziale residuo. Ci siamo resi conto che il vero welfare per

queste famiglie erano le famiglie stesse.

La famiglia oggi si prende carico di definire quale può essere il percorso di

cura e coordinare le diverse figure del percorso di riabilitazione.

Abbiamo cominciato a chiederci ma che cosa succederebbe se invece di andare a

valutare soltanto l'esito della lesione e intervenire dal punto di vista

riabilitativo soltanto sulla loro mano che non si muove, o sul loro piede che

cammina in maniera strana, potessimo davvero impattare attraverso una

diagnosi precoce sul loro potenziale residuo, quindi andare a lavorare su

quelli che sono i loro punti di forza, e andarli a sviluppare affinché anche loro

possono avere un futuro da adulti autonomi e soddisfatti?

Io sono Roberto D'Angelo e insieme a mia moglie sono il co-fondatore di FightTheStroke.

Mirrorable nasce nel 2014 con l'intenzione di creare una soluzione a

360 gradi per questi bambini e per le loro famiglie.

I 3 pilastri su cui si basa Mirrorable sono stati: la partnership forte

con la ricerca scientifica più avanzata, l'uso di tecnologie moderne ed

innovative e l'ossessione nel disegnare questo processo, questa soluzione

assolutamente intorno ai bambini e per i bambini stessi.

Abbiamo sin da subito stabilito una fortissima partnership col gruppo di ricerca del professor Giacomo

Rizzolatti, il quale aveva scoperto qualche anno fa il concetto dei Neuroni

Specchio. Dal punto di vista di tecnologie abbiamo cominciato a sfruttare la rete,

l'Intelligenza Artificiale per costruire da una parte delle reti di supporto alla famiglia che andassero

oltre qualsiasi tipo di barriera, fino ad arrivare a creare una vera e propria

soluzione di tele-riabilitazione per questi bambini.

Una piattaforma tecnologica che permette di aiutare questi bambini direttamente a casa loro

rendendo i genitori parte attiva di questo processo attraverso tecnologie

sofisticate che vanno dall'Intelligenza Artificiale al Peer-Learning: ossia questi

bambini imparano l'uno dall'altro grazie alla tecnologia, è come se fosse un

continuum in cui si vedono attraverso lo schermo del computer o della televisione

e possono apprendere nuovi skills, che poi li aiutano nella loro vita quotidiana.

E'un corso di magia nell'arco di un mese, allenandosi ogni

giorno, per circa 45 minuti, imparano un nuovo trucco di magia.

Ciao ragazzi benvenuti a Mirrorable! Questo mese imparare i segreti per diventare dei

veri e propri maghi.

Innanzitutto c'è un processo che è stato disegnato intorno alle esigenze della famiglia.

Questa è la linea nera, la linea dritta. Ora ti faccio sentire la linea verde zig

zag. Senti bene questa è la linea rossa che fa le onde larghe.

Abbiamo dato la possibilità alle famiglie di stabilire e di scegliere il momento migliore per

fare la visita di screening. La visita di screening nella clinical trial è

fondamentale perché ci permette di avere una prima visita standardizzata. Alla

famiglia viene consegnato un toolkit. Il toolkit è composto da una scatola, un

contenitore che non è una semplice scatola, è il contenitore della magia e

ogni bambino ha scelto il suo stile. Dentro al toolkit ci sono un computer,

una telecamera kinect 3d, i giochi di magia.

Il corso di magia si fa prima guardando un mago professionista che grazie a

delle tecniche particolari di ripresa ci permette di far vedere fin nei minimi

dettagli i movimenti, la granularità dei movimenti. Poi c'è una fase che si chiama

di visualizzazione che mi permette di chiudere gli occhi e di rielaborare

quello che ho appena visto, e poi c'è la terza e ultima parte quella

in cui mi esercito nell'imparare il trucco, ma non lo faccio da solo, lo

faccio insieme ad un altro bambino che so essere il mio pari ideale in questo

processo di apprendimento.

Significa che a monte noi abbiamo selezionato delle coppie dei bambini in funzione

delle loro capacità motorie e cognitive e alla loro capacità di essere trainati o di trainare un altro.

Non c'è niente di più efficace nell'attivazione dei Neuroni Specchio che l'avere un mio

pari leggermente migliore di me, ma non troppo, perché questo proprio stimola al

massimo tutto il meccanismo della plasticità cerebrale.

Noi siamo riusciti a tracciare a monitorare costantemente all'interno di

ogni sessione come fluttuavano le emozioni dei bambini:

siamo riusciti a creare una sorta di sistema di telemetria dell'empatia cioè

misurare quando questi due bambini collegati da remoto riuscivano a

convergere sulla stessa emozione.

Dal punto di vista dei risultati motori l'obiettivo era stimolare soprattutto le

capacità bi-manuali e dei bambini che hanno ottenuto i miglioramenti parliamo di un

miglioramento medio intorno al 26, 26,5 per cento.

Sono numeri molto interessanti soprattutto se considerate il periodo

breve tutto sommato di somministrazione della clinical trial:

noi stiamo parlando di quattro settimane.

Sono Arturo Nuara, sono neurofisiopatologo e lavoro nella sede di Parma dell'Istituto di NeuroScienze

del CNR. Il progetto Mirrorable si inserisce in quello che il contesto della tradizione del laboratorio di cui

faccio parte, che è noto per la scoperta dei Neuroni Specchio.

I neuroni specchio sono una particolare classe di neuroni che si attiva sia quando noi compiamo

una determinata azione sia quando osserviamo il nostro simile che sta

compiendo la stessa azione. Ci sono numerose evidenze scientifiche

che suggeriscono il fatto che osservare un azione, riprodurla internamente, quindi

rappresentarla internamente attraverso l'immaginazione per poi eseguirla

attivamente quindi limitarla, possa condurre a un apprendimento motorio, un

aumento anche delle performances motorie considerate.

Mirrorable si ispira sicuramente a questo concetto, a questo approccio neuro-riabilitativo

introducendo un'importante novità inedita che l'interazione fra bambino e bambino.

Questa particolare classe di neuroni si attiva infatti quando noi compiamo una determinata

azione e allo stesso modo quando noi osserviamo un nostro simile che sta compiendo la medesima azione

quindi trasformano istantaneamente un'informazione di tipo visivo in una

rappresentazione motoria.

Lo studio Mirrorable è iniziato nel 2016. Dopo la fase di implementazione della piattaforma

si è passati al reclutamento i bambini sono stati visitati in mese prima

all'inizio della sua amministrazione della piattaforma e a distanza di un

mese dall'inizio dell'utilizzo di Mirrorable.

Quello che abbiamo osservato è un miglioramento significativo delle capacità nelle

funzionalità manuali nell'arto colpito dalla paralisi cerebrale

in particolare per tutto ciò che riguarda le attività bi-manuali.

In altre parole i bambini sono stati in grado, al termine dell'utilizzo di Mirrorable

di adoperare con più facilità, di reclutare più volentieri e l'arto

deficitario nei compiti bi-manuali.

E' importante notare che anche la compliance l'aderenza al trattamento e il grado di

engagement hanno mostrato un profilo veramente soddisfacente.

Basti pensare che tutte le sessioni sono state svolte in modo adeguato, c'è stato un grado di

soddisfazione molto particolare da parte dei bambini, e le famiglie hanno partecipato in modo

costante giornaliero in modo proficuo a tutto l'iter riabilitativo.

Ciò che sembra predire un certo senso la possibilità che avvenga questo

miglioramento è il fatto di trovarsi a interagire con un bambino che abbia

delle capacità superiori alle proprie dal punto di vista motorio.

In altre parole è come se fosse avvenuto una sorta di trascinamento in cui il

leader o meglio chi ha la capacità di offrire delle performance migliori al

punto di vista motorio e in grado di indurre un apprendimento motorio più

efficiente in chi ha più difficoltà.

Sono Guendalina Graffigna sono professore associato alla facoltà di psicologia

dell'Università Cattolica di Milano e coordino il centro di ricerca Engage Minds Hub.

Engagment è il termine tecnico che indica il coinvolgimento attivo e la percezione di

protagonismo ma anche di resilienza psicologica che il genitore può avere

durante il percorso riabilitativo del suo bambino.

Nel progetto Mirrorable abbiamo fatto una valutazione a T0 cioè all'inizio dell'arruolamento

nella sperimentazione e poi dopo quattro settimane di sperimentazione. Nella

sperimentazione Mirrorable ha dimostrato una crescita di circa il 10

per cento nei livelli di engagement dei genitori dei bambini che hanno

partecipato. Questi sono dei risultati davvero importanti perché vuol dire che

abbiamo nel campione rilevato praticamente minimizzato, portato a zero,

dopo la sperimentazione quei genitori che seppure minoranza avevano dei livelli

molto bassi di engagement all'inizio della sperimentazione e siamo riusciti ad avere

la maggioranza dei genitori partecipanti al livello 4 di engagement, che quindi è il livello maggiore

ottimale, quindi dal nostro punto di vista, sia scientifico sia diciamo

clinico applicativo, non possiamo che dire che la sperimentazione ha portato

delle indicazioni di grande potenzialità di questo strumento.

Allora mi chiamo Isabella Baroni, sono la mamma di Tito: è entrato immediatamente

in una connessione empatica con la bambina che partecipava al progetto

insieme a lui e questo penso sia stata la spinta motivazionale più forte a

portare avanti il progetto per tutto il mese. E' facilissimo, è semplicissimo da

usare, praticamente a misura di bambino nel senso che era sempre Tito che avviava

o chiudeva la piattaforma.

Mi chiamo Stefania Bernava e sono la mamma di Federico Prina. Il fatto di farlo in casa

sicuramente mi ha agevolato come genitore. Si tratta di

una terapia che non viene vissuta dal bimbo come tale ma che un momento di

grande autostima perché riesce a fare un qualcosa per cui è stato scelto lui e non

un altro, e in un contesto familiare dove puoi invitare amici, compagni, dove puoi

esercitarti senza essere stressato dalla presenza dell'ospedale di un

dottore. Comunque non ha mai mollato, non ha mai detto io non lo voglio più fare

perché secondo me è molto importante il fatto che ci fosse anche un altro bimbo

dall'altra parte che lo aspettava e che non poteva andare avanti senza di lui

Adesso afferra meglio le cose e soprattutto le sa coordinare con

la mano e le sa muovere dove dice.

E' importante perché il bambino rimane a casa e non deve affrontare terapie al di fuori

o che comunque lo tolgono dal suo tessuto familiare.

Il ricordo è quello di un'esperienza nuova, diversa dal

solito e secondo noimolto riabilitativa. Il problema l'abbiamo guardato dalla

prospettiva personale e invece che interpersonale

cioè invece che noi genitori che guardavamo il problema per la prima

volta è stata la bambina che ha visto il suo problema, direttamente in se stessa e

specchiata e poi si specchiata anche nell'altro bambino ovviamente nella tv e

questo ha permesso poi di spostare molto con lei il discorso sull'auto-aiuto

quindi la la capacità in se stessa di trovare la motivazione per

migliorarsi. Rispetto alle sessioni riabilitative con l'operatore in cui noi

siamo fuori dalla porta questa è stata un'esperienza che ha

coinvolto non solo loro ma c'eravamo noi proprio come tifoseria, mamma e papà a

fianco loro durante le sessioni quotidiane.

Quello che ha imparato in fretta a fare era l'esercizio del fazzoletto perché a

parte tirare fare riuscivo anche a non far vedere il trucco.

C'era un anello che lo prendevi con la mano magica e c'era un pezzettino giallo

blu e lo chiudevi per non farlo vedere con l'altra mano lo spingevi

faceva un altro colore. Ho fatto i giochi di prestigio!

L'idea di vedersi con un altro e farlo con un altro cioè che non c'è, però lo vedi e

anche molto bello quindi mi è piaciuto e poi alla fine quando ho dovuto smettere mi

è molto dispiaciuto, ecco. Che le magie sono vere!

Adesso possiamo costruire sopra quello che abbiamo raggiunto per poter aiutare

sempre più bambini, sempre più famiglie. Vediamo Mirrorable come piattaforma

tecnologica evolvere sempre di più verso un sistema che supporta i terapisti e

che magari è all'interno del centro riabilitazione o della struttura e che

lavora in simbiosi con quello che viene fatto a casa insieme alle proprie

famiglie. Vediamo l'evoluzione e l'integrazione di un mondo digitale con un mondo fisico,

per questo stiamo realizzando un Mirrorable Camp intensivo fisico in cui

i bambini si incontrano fisicamente nello stesso

luogo per due settimane.

Un'evoluzione del bambino non solo come

soggetto del processo di riabilitazione, ma come protagonista del processo di

riabilitazione.

Vediamo il bambino che in una certa fase

del percorso è colui che impara perché riceve da un altro bambino che è un po più

bravo di lui o di lei, vediamo lo stesso bambino che in

un'altra fase diventa il maestro di qualcun altro

Pensiamo che questo meccanismo di apprendimento di skill motori e

cognitivi possa essere esteso, perché no, anche ai bambini cosiddetti normali se è

vero come ci siamo detti finora che FightTheStroke è nato con la missione

proprio di aiutare questi bambini colpiti da ictus e le loro famiglie, è

altresì vero che vediamo nel prossimo futuro anche la possibilità di aiutare

anche altre tipologie di persone con problemi similari: mi riferisco a chi ha

problemi di tipo motorio per esempio c'è tutto il mondo degli

adulti colpiti da ictus c'è il mondo del Parkinson o c'è il

mondo della riabilitazione ortopedica.

Ciao a tutti mi è piaciuto tantissimo fare

Mirrorable con Tito. Mi sono divertito un sacco con i bussolotti

mi sono impegnato, impegnato e poi alla fine mi è riuscito. Mi sono messo seduto e poi

ho cercato di farlo e alla fine mi è venuto fuori il prestigio.

Felice di fare Mirrorable! Ma non ce la fa....olè! Grande Mago!