APPROFONDIMENTI SULL’OSTEOPATIA PEDIATRICA

A cura del Dott. Alessandro Aquino, Neurofisiologo Clinico, Docente Universitario presso l’Università degli Studi di Milano e diplomato, con titolo accademico anglosassone, in Medicina Osteopatica presso l’Istituto Superiore di Osteopatia (ISO).

Giovedì 30 giugno 2016, ore 14.00, saluto la mia primaria, Carla, appendo il mio camice bianco e per l’ultima volta passo davanti al timbro dell’ospedale che mi ha visto nascere e crescere come neurofisiologo clinico. Passo la porta girevole per uscire in cortile. Inspiro profondamente un’aria nuova. Si chiude così il primo grande ed amato capitolo della mia vita professionale ma non intellettuale. Ho deciso che è arrivato il momento di dedicarmi, a tempo pieno, ai “miei bimbi” e alle mie grandi passioni: l’osteopatia pediatrica e la ricerca clinica in ambito osteopatico. Sono Alessandro Aquino, o semplicemente Ale, per alcuni bambini, il mago pancione, per la mia sinuosa mole. Dopo i trascorsi nella formazione della medicina classica, nel 2012 mi diplomo, con titolo accademico anglosassone, in Medicina Osteopatica presso l’Istituto Superiore di Osteopatia (ISO) di Milano afferente all’Università del Galles (UK), inizio da subito il mio percorso formativo come tutor junior presso la Clinica Pediatrica del Centro di Medicina Osteopatica di Milano dove lavoro tutt’ora come Osteopata e Tutor Senior e di cui sono il referente per la patologia pediatrica neurologica.

Sabato 24 gennaio 2015, ore 11.00, sento aprirsi la porta del mio studio ed entra, con fare spavaldo, un nanetto tutto pepe, che viene verso di me, con una faccia furbetta e un sorrisone, mi batte un cinque e dice: “ciao, io sono Mario”. Uno degli incontri più belli ed emozionanti della mia vita. È amore a prima vista. Mario, abbandonata la sala d’attesa, entra da solo, come se fosse di casa, nel mio ambulatorio e, seduto sul lettino e munito di penna, iniziamo a disegnare la pista delle macchinine sul telino di carta. Da quel giorno, io sono lo zio Ale e vengo catapultato nel mondo dei Fighters.

In questi due anni, insieme a colleghi, abbiamo trattato osteopaticamente, decine di bambini vittime di accidenti vascolari cerebrali (‘Stroke’) e affetti da Paralisi Cerebrale Infantile (PCI); ho ricevuto settimanalmente telefonate di genitori da diverse parti di Italia, afferenti all’Associazione Fightthestroke e abbiamo organizzato un progetto dal nome “Osteo-Fighters” firmando una collaborazione tra il Centro di Medicina Osteopatica e l’Associazione. Stiamo formando nuove leve di osteopati pronti ad approcciare il bambino con PCI. Facciamo questo perché in prima persona ritengo importante il trattamento osteopatico ad integrazione di altre terapie più mirate alla riabilitazione neuromotoria dei bambini con lesioni neurologiche ed emiplegia. L’obiettivo generale del trattamento osteopatico è quello di migliorare le funzioni facilitando la normale fisiologia di tutti i tessuti corporei che possono interferire con la capacità del bambino di raggiungere il suo potenziale e trarre il 100% dall’attività riabilitativa che eseguirà durante la fisioterapia. Obiettivi specifici invece sono atti a diminuire il dolore (nei casi di algia da ipertono), migliorare la funzionalità intestinale nei casi in cui vi è una costipazione cronica, migliorare la mobilità delle grandi articolazioni per garantire al meglio la riabilitazione della funzione motoria, cercando di apportare cambiamenti propriocettivi articolari, fasciali e muscolari. Ma non dimentichiamo il ruolo preventivo dell’osteopatia a livello rachideo, nelle contratture muscolari, nelle asimmetrie del bacino spesso complicate dai continui spasmi muscolari, dalle posizioni forzate e alterati meccanismi articolari di tipo centrale. Questo aiuterà il bambino a creare strategie motorie per diminuire il carico posturale. Questi cambiamenti compensatori spesso sono esacerbati dal tono muscolare di base alterato, derivante dall’insulto neurologico.

In letteratura scientifica ci sono, al momento, pochi studi, 9 sul trattamento osteopatico nel bambino con PCI, di cui solo 3 di efficacia attraverso studi controllati e randomizzati. È compito dell’osteopata chiarire da subito con i genitori e con l’equipe multidisciplinare (NPI, fisiatra, fisioterapista, psicomotricista) quale sia l’obiettivo e il razionale del lavoro che si andrà a svolgere. L’osteopatia è una disciplina basata sull’evidenza e come tale si deve comportare senza dare promesse futili o speranze dannose. In questo momento storico si ha la necessita di studiare approcci vincenti per migliorare le condizioni del piccolo paziente. Esorto colleghi ma anche figure sanitarie di diversa formazione a perseguire nel campo della ricerca soprattutto nelle neuroscienze. Lavorare dal punto di vista motorio, osteopatico e comportamentale per migliorare la plasticità neuronale, ossia la capacità che il tessuto cerebrale ha di imparare ed associare, a diverse aree silenti, funzioni superiori. Proprio in questa direzione vogliamo spingere la ricerca futura, lavorando insieme ad altri specialisti e approfondendo anche il meraviglioso tema dei neuroni specchio. E sempre in quest’ottica, creare un appuntamento fisso annuale, con un campus estivo dove poter trattare con diversi approcci il bambino e accogliere la sua famiglia.

La famiglia è parte integrante di un piano di trattamento e deve essere istruita ed educata su quello che andiamo a compiere sul bambino, sui risvolti e su quali cambiamenti ci attendiamo dal trattamento. Un altro punto fondamentale è la collaborazione serrata e la comunicazione efficace con gli altri professionisti sanitari con cui il bambino già lavora. Nessuno di noi è esclusivo o migliore di altri, la sinergia tra le forze è l’arma vincente e al centro, prima di tutto, c’è sempre il bene del piccolo paziente.

Tutto questo è stato reso possibile, prima di tutto grazie a Mario, Francesca e Roberto e all’Associazione Fightthestroke, per aver creduto prima in me e poi nei miei colleghi. In secondo luogo, grazie alla stretta collaborazione universitaria e clinica dell’Istituto Superiore di Osteopatia e del Centro di Medicina Osteopatica, nella figura di Carmine Castagna. E, non ultimo, grazie ai colleghi: Silvia Cosmai, Silvia Zanon, Mattia Perini, Martina Madella, Luca Madaschi, Matteo Gori, Stefano Lora, Rebecca Borghi, Martina Faggiani e Beatrice Grisi.

Milano, 2 Maggio 2017